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Ostia antica.

Aspetti archeologici e di costume: descrizione dei monumenti e del tipo di vita condotto dagli abitanti

 

Il nucleo primordiale di Ostia antica doveva essere costituito dal "Castrum" quadrangolare, di cui abbiamo accennato, il quale circondato da mura - entro le quali si aprivano quattro porte per lato - era attraversato al suo interno dal Decumano Massimo e dal Cardine Massimo.[Piantina o disegno del primitivo nucleo]. Questo antico insediamento si trova ben lontano rispetto all'ingresso moderno che ci fa accedere all'area degli scavi. Iniziamo il nostro percorso dalla zona della biglietteria da dove possiamo inoltrarci, imboccando la via delle tombe, in una necropoli i cui sepolcri più vetusti risalgono al II sec. d.C. Si tratta, in prevalenza, di sepolcri di persone che appartenevano al ceto medio. Tra queste possiamo elencare la tomba di un pretoriano e di due coniugi (tomba di Carminia Briseide e del marito Sesto Carminio Partenopeo) (1). Superata l'area cimiteriale, posta all'esterno della cinta muraria di Ostia antica , giungiamo a Porta Romana. che costituisce l'accesso principale per entrare nella città. La Porta, costruita con blocchi di tufo quadrato, risale all'epoca repubblicana, ma fu restaurata e rivestita di marmi in epoca imperiale. Superata la porta incontriamo il piazzale della Vittoria che venne così denominato per la scoperta di una statua, databile al periodo di Domiziano, raffigurante la Minerva Vittoria. Questo luogo veniva utilizzato come punto di sosta dei viaggiatori e come deposito temporaneo delle merci che venivano smistate. Dal piazzale possiamo inoltrarci all'imbocco del Decumano Massimo: si tratta di una lunga strada che dopo aver tagliato obliquamente la città declina, poi, verso Porta Marina. Inoltrandoci in questa via incontriamo le terme di Nettuno. Si tratta di un edificio di età antonina che fu così denominato dal ritrovamento, all'ingresso delle terme, di un mosaico in cui compariva la figura di Nettuno. Le terme dette anche "Antoniniane" erano costituite da un portico e da vari ambienti che normalmente, come per le altre terme romane, erano adibiti a diverse funzioni: calidarii, tiepidarii e frigidarii. Contigue alle terme sono la Caserma dei Vigili. [Foto con didascalia]. L'edificio fu costruito in epoca adrianea, su una preesistente edificato, per poi essere restaurato in età severiana. L'edificio si presentava come un ampio struttura, costruita su due piani, che si affacciava su un cortile. Un distaccamento dei vigili era presente ad Ostia giù sotto Claudio e svolgeva funzioni inerenti alla lotta agli incendi e alla sorveglianza notturna. Ritornando vero il decumano incontriamo il contiguo Piazzale delle corporazioni e il teatro. Il Piazzale delle corporazioni, era costituito da un quadriportico che si affacciava su un cortile. Quasi al cento di questo spiazzale fu costruito, sotto Domiziano (81-96 d.C.), un il tempio di cui si ignora a quale divinità fosse dedicato (2). Il piazzale fu edificato, insieme al teatro, sotto Augusto ed aveva una importantissima funzione economica e commerciale perché sotto i quattro porticati vi erano numerose stanzette usate dalle diverse compagnie marittime che curavano i traffici verso svariate località. Alcune delle iscrizioni che si notano in questo sito sono quelle degli armatori di Cartagine, di Cagliari, di Narbona e Alessandria. (3). Nel vicinanze del Piazzale intravediamo il teatro. Questo punto di intrattenimento fu costruito sotto il principato di Augusto, ma poi venne ingradito da Commodo, ma restauri furono attuati nel 1927 nella zona delle gradinate, perché l'edificio viene tuttora utilizzato durante le rappresentazioni estive. Ripreso il Decumano si intravedono, tra questa strada e via dei Molini, degli edifici usati come magazzini (horrea). La fabbrica fu costruito in epoca augustea e fu restaurato dai severi. Il complesso era costituito da un ampio cortile al cui centro erano situate delle botteghe. Il cortile, inoltre era porticato ed intorno ad esso erano collocate numerose stanzette adibite al deposito delle merci. Prendendo via dei Molini incontriamo un edificio destinato alla macinazione del grano. Da questa strada, poi, possiamo prendere la via di Diana dove si trova, tra le tante case d'affitto del II sec. d.C., l'insula con balconi che da il nome alla via (Casa di Diana) per il fatto che sul posto fu rinvenuta un'edicola adibita la culto della dea. Sull'altro versante della strada, invece, scorgiamo un antico "bar" ostiense: si tratta di un "thermopolium". All'interno dell'edificio si notano i banchi sui quali venivano serviti i cibi e una raffigurazione pittorica che illustra alcune delle vivande che venivano ordinate dagli avventori. Proseguendo sulla via di Diana possiamo prendere, sulla sinistra, la via dei Dipinti. Anche in questa strada, come in precedenza, si intravedono tre insulae (Caseggiato dei dipinti). Tra queste la più grande é l'insula di Giove e Ganimede dove si può trovare il più grande affresco parietale dei Ostia. (4). Proseguendo lungo la via dei Dipinti si staglia, sul versante destro, il Museo dove sono custoditi vari materiali provenienti dagli scavi condotti ad Ostia e nella zona cimiteriale di Castel di Decima. Imboccato il Cardo maximus torniamo indietro per dirigerci verso la zona dove si congiungono i due assi viari. In questa confluenza possiamo rintracciare il nucleo centrale dell'antico "castrum" che coincide con la presenta di due eminenti edifici : la curia e il Capitolim. Quest'ultimo era il tempio più importante di Ostia. Costruito, in epoca adrianea, su un presistente edificio il tempio era dedicato alla triade di Giove, Giunone, Minerva. Il tempio, in gran parte integro, sorgeva su un podio. All'interno dell'edificio, costruito in laterizio e poi rivestito di marmo, vi era la cella dove erano custodite le statue delle tre divinità. Prospiciente al Capitolium vi é il tempio di Roma ed Augusto. Fu costruito interamente in marmo e la sua datazione si colloca in epoca giulio-claudia. Il tempio si eleva su un podio e al suo interno gli archeologi ritrovarono la statua che personificava la dea Roma . Nelle vicinanze di questo tempio da un lato le terme del foro e sul versante opposto una basilica e la curia. Le terme del foro, o grandi terme, come tutti gli edifici termali erano dotate di varie sale usate per i diversi tipi di bagni (calidarii, tiepidarii e frigidarii) e della palestra che doveva servire per rinforzare il fisico dopo che era stato ritemprato dalla balneazione. Sul versante opposto del tempio di Roma possiamo vedere, invece, l'edificio della Basilica costituita da un'ampia sala porticata. Nella zona posta tra il capitolium e la basilica intravediamo l'edificio della Curia. In questo edificio si tenevano le riunioni del consiglio municipale. Proseguendo per il Decumano si intravede, dietro la basilica, l'edicicio di un Tempio rotondo. Si tratta di un edificio adibito al culto imperiale o forse a quello di tutti gli dei (Pantheon) che venne probabilmente costruito con i Gordiani (238-244) e successivamente riaggiustato in età costantiniana. Da qui possiamo prendere la via degli Horrea Epagathiana ed Epaphroditiana il cui nome deriva dal fatto che sul versante destro della strada vi era un edificio a due piani adibito alla conservazione delle merci e come residenza dei due proprietari : Epagathio ed Epaphrodito. Sul versante opposto della strada sono visibili due edifici: la Domus di Amore e Psiche e il Tempio di Ercole. Quest'ultimo era un tempio, con un podio tufaceo, che fu utilizzato per lungo tempo come testimoniano i numerosi restauri ed era dedicato alla divinità di Ercole Invictus. Contiguo al tempio era la Domus di Amore e Psiche il cui nome deriva dal fatto che in una sala dell'edificio fu trovato un gruppo scultoreo dedicato alle divinità. L'ubicazione dell'edificio in una zona più fresca può essere dovuto al fatto che probabilmente era usato come residenza estiva. Dopo aver preso via della Foce e costeggiato l'area del tempio di Ercole prendiamo, a destra, la via delle Terme di Mitra. L'esteso complesso termale fu costruito in età adrianea e in seguito fu numerose volte restaurato. Nella sala adibita a frigidarium nel II sec. d.C. sorse un mitreo: un luogo sacro dove si praticava il culto del dio Mitra [foto]. Nella sala era presente la statua di Mitra, illuminata dall'alto, nell'atto di immolare il toro. Di fronte alla statua, sui due lati, si conservano i ancora i banchi dove si sedevano gli adepti. Sul versante opposto di via della foce intravediamo la casa del Serapide. Si trattava di un edificio, del II sec. d.C., a tre piani con annesso cortile interno circondato da portici. Il nome dell'edificio deriva dal fatto che in epoca più tarda all'edificio venne aggiunto un luogo dedicato al culto di Serapide. Contigue a questo complesso sono le terme dei Sette Sapienti. Il complesso era di tipo privato e fu costruito intorno al 130 d.C. Il nome del complesso deriva dal fatto che in una sala vi erano raffigurati Sette sapienti tra i quali attualmente sono rappresentati solo le figure di Chilone, Solone e Talete. Nelle vicinanze di questo complesso troviamo la casa degli aurighi. Si trattava di un edificio a più piani che si affacciava su un cortile porticato. Nelle vicinanze di questa casa possiamo prendere la via degli aurighi per poi immetterci , verso destra, nella via delle Volte dipinte dove possiamo trovare la casa che dà il nome alla strada. L'edificio, in cui si conservano delle splendide raffigurazioni parietali, fu costruito intorno al 125 d.C., per poi essere successivamente restaurato. Non lontano da questo edificio si trova la Casa delle Muse. Si tratta di un edificio che si affaccia su un cortile porticato. Al suo interno si conservano splendidi mosaici e pitture tra le quali degna di nota é la pittura che rappresenta il dio Apollo circondato dalle Muse da cui deriva il nome della casa. Nelle vicinanze di questa casa troviamo la Domus dalle Pareti gialle così chiamata per gli sfondi parietali di colore giallo. Contigua alla casa dalle pareti gialle é il complesso delle case-giardino. Si tratta di un complesso abitativo di tipo intensivo che si affacciava su un cortile condominiale dove probabilmente era presente un giardino. Ritornati sul Decumano si intravede, presso la porta Marina, la casa dei Dioscuri. Si tratta di un edificio signorile dotato di terme private che fu costruito nel IV sec. d.C. Il nome della casa deriva dal fatto che nel suo interno é possibile vedere un mosaico che raffigura le divinità. Non lontano da questa casa si trova, come abbiamo accennato, la Porta Marina. La porta, fiancheggiata da due torri, fu costruita in epoca sillana utilizzando blocchi di tufo quadrangolari. Superata la porta ci immettiamo in un ampio spiazzale che veniva utilizzato con funzioni analoghe a quello della Vittoria: era un luogo di sosta e smistamento di persone e merci. Nelle vicinanze di questa zona incontriamo La Domus Fulminata e il Santuario della Bona Dea. La domus, costruita nel I sec. d.C., assunse questo nome perché nel vicinanze vi cadde un fulmine e il luogo preciso venne segnato da un tumulo sul quale venne collocata una targa rievocativa dell'avvenimento. Il santuario della Bona Dea era un tempio, in opus reticulatum, costruito nel I sec. d.C e in seguito più volte restaurato. Ritornati sul decumano e presa la via di Cartilius troviamo un monumento al personaggio da cui deriva il nome della via: L. Cartilius Poplicola che sul finire dalla Repubblica ricoprì importanti magistrature. Nelle vicinanze di questo monumento sono visibili le terme di Marciana delle quali attualmente ne rimangono pochi resti. Da questo edificio termale possiamo incontrare, verso sud-est, l'alzato della sinagoga. L'edificio fu costruito alla fine del I. sec. d.C. e si compone di varie sale adibite al culto (i vani intorno alla sala centrale) . Ritornando verso la Porta Marina e ripreso il Decumano esaminiamo gli edifici posti sul versante destro della strada. Tra questi troveremo delle botteghe, la Schola di Traianum (sede dei Fabbri Navai), le Terme dalle sei colonne e il Macellum (luogo di macello e vendita della carne). Ripreso il Decumano in direzione del Capitolium, da qui prendiamo, dirigendoci verso Sud, il Cardine Massimo. In questa zona incontriamo delle case ( della Nicchia a Mosaico, di Giove fulminatore e la Casa dalle Colonne) e più avanti l'osteria del Pavone nella via della Caupona. In questo sito troviamo numerose decorazioni e un grande banco dove venivano vendute le pietanze. Proseguendo sulla via Caupona incontriamo la Domus dei Pesci. In questa casa si trova un importante mosaico dove sono raffigurati il calici ed i pesci la cui simbologia ci attesta che il padrone di casa doveva essere di fede cristiana. Ritornati sul Cardine Massimo e proseguendo verso Sud-Est incontriamo le Terme del Faro. L'edificio prende il suo nome da un mosaico in cui é raffigurato il faro di Ostia. Questo complesso termale fu costruito nel II sec. d.C. e venne restaurato successivamente. Nelle vicinanze delle Terme del Faro incontriamo il Campo della Magna Mater. Al sopraggiungere della primavera in questa zona si praticava il culto di Cibele ed Attis presso un tempio ed un santuario. Superata questa zona e prosseguendo sul Cardine Massimo la Porta Laurentina. La Porta era costruita con blocchi di tufo quadrangolari ed era affiancata, nella parte esterna, da due torri. Ritornando nei pressi del Campo della Magna Mater possiamo dirigerci, verso destra, verso la via della Fortuna Annonaria che prende il nome da una casa che sorse nel IV secolo d.C. riutilizzando un edificio precedente. Da questa strada possiamo prendere via degli Augustali per rimmeterci nel Decumano. Nei pressi del Teatro possiamo vedere l'edificio che era sede del Collegio degli Augustali. L'edificio a due piani si affacciava su un cortile porticato e risale alla seconda metà del II secolo, ma fu più volte restaurato nel IV. L'edificio apparteneva, molto probabilmente, ai seviri Augustales. Si trattava di un edificio in cui i sacerdoti, organizzati in una forma collegiale, praticavano il culto della venerazione degli imperatori, delle loro mogli e della residenza imperiale. Nel sito é stata ritrovata una statua di un sacerdote e molti ritratti di imperatori e loro consorti.(5).

(1) S. QUILICI GIGLI, Roma fuori le mura, p. 29

(2) C. PAVOLINI, La vita quotidiana a Ostia, Roma-Bari, Laterza,1996, p. 83. Sul fatto che la divinità del tempio del Piazzale delle corporazioni concorda il Coarelli: F.COARELLI, Italia centrale, Roma-Bari, Laterza, 1985, p. 269. La Lozzi Bonaventura scrive al riguardo: " Fra le ipotesi sulla sua identificazione, non é stato dato ancora di sceglierne una più plausibile delle altre, dal momento che la tradizionale attribuzione a Cerere é oggi respinta. Non ha avuto successo l'ipotesi di J. Carcopino, che riteneva il tempio dedicato all'Annona Augusta, secondo il carattere del piazzale", M.ANTONIETTA LOZZI BONAVENTURA, A piedi nella Roma antica, Roma, Edizioni Iter-Lozzi Roma, Roma, 1997, vol. 3, p.35

(3) F.COARELLI, op. cit., p. 269

(4) Ivi, p. 272

(5) C. PAVOLINI, op. cit., p. 148-149


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