LA VIA PRENESTINA

Storia

Questa strada in origine si chiamava Gabina (per Gabii), poi Prenestina (perchè portava a Praeneste),ma sappiamo, secondo l'Itinerarium Antonini che proseguiva fino alla statio Sub Anagnia (Bon, p. 10). La strada da Palestrina consentiva l'accesso alle strade che conducevano verso la Campania in un periodo anteriore alla costruzione della via Appia e Latina.. La strada risale all'epoca repubblicana e fu probabilmente restaurata nel II secolo a.C. ed in epoca imperiale

Itinerario

Il nostro itinerario inizia da [Porta Maggiore] o Porta Prenestima, che si caratteerizza per il contiguo sepolcro di Eurisace e per il fatto che sopra passava l'Aqua Claudia e l'Anio Novus. Dal civico 7 della via Prenestina si puàaccedere ad una basilica neopitagorica e giunti nei pressi di piazzale Prenestino possimo vedere i resti del mausoleo denominato il Torrione: Proseguendo sulla via Prenestina nei pressi di Largo Preneste sono visibili , all'interno di un parco pubblico, i resti di un altro mausoleo. Proseguendo sulla strada giungiamo al parco dei Gordiani dove possiamo ammirare i resti ddi una cisterna, della Sala ottagonale, la basilica e il famoso mausoleo rotondo di Tor de' Schiavi. Proseguendo sulla via Prenestina in località Casa Rossa sono visibili i resti di un sepolcro che risale probabilmente all'epoca antonina. Giunti al Km 9,50 ci troviamo in località Tor Tre Teste che deriva il nome dalla presenza di un rilievo sepolcrale che si trova murato nei pressi della chiesa del XVIII secolo, dove sono raffigurati tre personaggi. Contigua alla chiesa è visibile la torre medioevale che si presenta, purtoppo, in cattivo stato di conservazione .

giunti al Km 10, 8 si perviene al sepolcreto di Colle della Mentuccia, dove furono rinventurte una decina di tombe di tipo a fossa ed una di tippo a camera. Giunti al sito di torre Angela Nuova non possiamo più vedere ll'antica torre medioevale distrutta a seguito della crescita dell'edificato moderno. Tuttavia nella tenuta di Torre Angela Vecchia possiamo ancora vedere alcuni tratti dell'acquedotto alessandrino ed un casale che fu costruito riutilizzando un edificio medioevale. Giunti al Km 13,9 troviamo i resti di una cisterna che fu probabilmente costruita sotto l'imperatore Adriano sono state trovate circa 600 tombe collocabili tra il IX e il VII secolo a.C. Superata questa zona e giunti al XII miglio della via Prenestina una strada ci conduce ai resti dell'antica [Gabii]. Superata questa zona sono visibili lunghi tratti della Prenestina antica e nella zona tra Zagarolo e S. Maria di Cavamonte è visibile un piccolo anfiteatro. Proseguendo sulla consolare giungiamo al bivio per Palestrina (via Pedimontana) e per Gallicano. Presa la via Pedemontana , dopo più di 2 Km possiamo vedere , sulla sinistra, i resti di un sepolcro e più avanti i resti di una cisterna (km 6, 1) e i resti in opus latericium del sepolcro denominato Torre Frocina (km 6, 8). Brevi resti di basolato romano sono visibili al Km 5 e un tratto più lungo dopo il Km 5, 5. . Proseguendo oltre sono scarsamente visibili, perché interrati, i resti del ponte Sardone che precede la citta di [Palestrina (Praeneste)]. Tornando indietro e prendendo la strada per Gallicano possiamo vedere i resti di [quattro ponti]: ponte Lupo, ponte della Mola, ponte S. Pietro e Ponte S. Antonio. Questi quattro ponti in realtà furono costruiti per consentire l'attraversamento degli acquedotti lungo i tratti dell'Aniene. Sul ponte della Mola passava l'Anio Vetus, sul ponte S. Antonio passava l'Anio Novus, sul Ponte Lupo e S. Pietro passava l'Aqua Marcia.


Testi a cura del dott. Mario Ierardi

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