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La chiesa di S. Passera sorgeva lungo l'antica via Campana ed oggi può essere vista prendendo la via Magliana Nuova e poi il vicolo che prende la sua denominazione dalla chiesa in questione. La chiesa sorse sui resti di un mausoleo romano risalente tra la fine del II sec. d.C. e gli inizi del III. Il primimitivo nucleo della chiesa fu edificata durante le persecuzioni di Diocleziano per ospitare le spoglie dei martiri cristiani Ciro e Giovanni che subirono il martirio a Canapo. Anticamente la chiesa si chiamava S. Abbacurus, ma nel corso del tempo il nome si modificò in Appacero, Pacera e infine Passera. La chiesa connobbe varie fasi edilizie e l'edificio attuale risale, in gran parte, al IX secolo. Nella facciata esterna sono visibile ancora dei resti dell'antico mausoleo romano, mentre al suo interno la chiesa è strutturata su un unica navata. |
| La chiesa era illuminata da sei finestre poste sulle facciate laterali, ma due furono chiuse per recuperare un vano da adibire ai servizi parrochiali, mentre il lato settentrionale della chiesa fu ricostruito in epoca moderna dopo l'esplosione della polvariera di Monteverde avvenuta nel 1891. Infine, notevoli sono gli affreschi, purtoppo in cattive condizioni di conservazione, presenti nell'abside della chiesa. Nella sezione alta dell'abside sono raffigurati, partendo da sinistra, S. Giovanni Battista e S. Paolo con la spada. |
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Al centro si trova il Cristo benedicente circondato da due palme, mentre a desta sono raffigurati S. Pietro con la barba e San Giovanni Evangelista che tiene un calice con la mano destra. Nella sezione inferiore dell'abide, partendo sempre da sinistra, sono raffigurati S. Antonio e San Giacomo. Al centro troviamo la figura della Vergine con il Bambino seduta su un trono e affiancata dalla figura dell'arcangelo Michele con il drago. Nella sezione posta a destra dell'arcangelo ci sono tre figure. Sono rispattivamente il barbuto S. Ciro, il Cristo benedicente e S.Giovanni. Sia S. Ciro che S. Giovanni tengono in mano la spatola e la borsa contenente le medicine con le quali curavano gratuitamente gli ammalati. (1) AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI ROMA.ASSESSORATO SPORT E TURISMO, Via Portuense e via Campana, Roma, Bonsigniori,1993, pp. 26-40. |
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